Business continuity management: cos’è, perché è importante e come implementarlo.

Qualsiasi attività umana, ma soprattutto le attività d’impresa sono sottoposte quotidianamente ad eventi accidentali che, talvolta, possono essere di portata tale da minare la continuità operativa dell’azienda o di parte di essa.

Gli esempi, purtroppo, non mancano: dai terremoti alle sempre più frequenti piogge torrenziali, senza dimenticare attività intenzionali come gli attacchi hacker, esistono tantissime circostanze capaci di mandare in crisi la regolare attività aziendale. Ecco perché diventa fondamentale garantire la business continuity, concetto che in italiano può essere tradotto con il termine di continuità operativa.

Innanzitutto, per Business continuity intendiamo la capacità di un’organizzazione di mantenere l’esecuzione dei processi operativi core anche sotto condizioni di crisi ed esposizione a minacce attive. Si chiama invece business continuity management (gestione della continuità operativa) quel processo attraverso il quale l’azienda mantiene e sviluppa nel tempo questa capacità, individuando le potenziali minacce a cui potrebbe essere sottoposta, valutando quali potrebbero essere gli impatti sul business e la relativa organizzazione delle contromisure necessarie, nonché la decisione su quali risorse (anche economiche) allocare. Un’organizzazione capace di mettere in atto una efficace strategia di business continuity, dunque, nonostante gli eventi dannosi, dovrebbe essere capace di limitare al massimo i disservizi, mantenendo la sua operatività.

La progettazione di un piano di Business Continuity Management prevede una serie di passaggi che possono essere riassunti in cinque fasi principali. Cinque macro-aree di intervento che sono tutto fuorché compartimenti stagni: ogni attività è in realtà strettamente collegata con le altre, e la continua revisione del modo in cui si relazionano lungo la catena del valore consente di massimizzare i risultati ottenibili attraverso una corretta gestione della continuità operativa. Le fasi che contraddistinguono il Business Continuity Management sono:

  1. l’analisi dei processi chiave
  2. l’identificazione degli scenari di rischio
  3. l’elaborazione di strategie di ripristino
  4. lo sviluppo di un piano coerente di continuità operativa
  5. l’attività di test e audit dell’intera procedura

A queste cinque fasi si può aggiungere una funzione specifica, seppur trasversale a tutti i passaggi: quella che riguarda la gestione della crisi sotto il profilo della comunicazione. Nell’era dei social e dell’informazione che si propaga in rete – spesso in modo incontrollato – a tempi di record è infatti strategico valutare anche l’impatto di un momento di difficoltà sul piano reputazionale e dell’immagine di marca.

Ma quanto costa un piano di Business Continuity Management?

In realtà è piuttosto difficile fare una stima delle spese necessarie, anche perché molto dipende dal tipo di investimento che arriva a seguito della business impact analysys effettuata da ogni azienda prima del varo del piano di continuità operativa vero e proprio. Occorre però ribaltare il problema: quante perdite economiche vengono evitate dall’adozione di una strategia efficace di business continuity? Occorre infatti considerare che ormai la continuità operativa è fondamentale per le aziende di tutti i settori produttivi, specie in una fase economica come quella attuale, caratterizzata da una pressione competitiva sempre più serrata.

Un adeguato piano di Business Continuity Management fornisce soluzioni, tecniche e strumenti che garantiscono all’impresa un rapido ed efficiente ripristino dei processi aziendali nell’eventualità che si verifichi un evento disastroso (incendio, guasto macchina, alluvione, terremoto, atto terroristico, …).

La nostra consulenza per la realizzazione di un proprio progetto di BCM è a 360° che richiederà la partecipazione attiva di tutta l’azienda dal management ai dipendenti.

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